Due artiste, due percorsi, due radici lontane che si incontrano in un dialogo intenso e inedito.
La sensibilità latinoamericana di Margarita Brum, nata in Uruguay, e la tradizione culturale dell’Europa orientale di Anna Stankiewicz, nata in Polonia, si confrontano in un territorio dove i confini tra le forme del vivente si fanno più incerti. Le loro opere si intrecciano, dando vita a nuove combinazioni e inattese consonanze, in un continuo dialogo tra umano, animale e vegetale.
Nel testo del catalogo che accompagna la mostra, Claudia Quadri propone una riflessione su questo incontro:
A prima vista è un fiore, ma se guardi meglio, in filigrana vedrai delle labbra.
E su quello stelo: sono foglie, quelle che vedi, o elitre, di un insetto?
E quelle figure: femminili? Animali? Femminali, forse. E quella chioma – albero, su cui si arrampicano stelle, pianeti?
Dimentichiamo sulla soglia della galleria, del catalogo, le vecchie classificazioni, i cinque regni del vivente: animali, piante, funghi, protisti e monere. In queste opere e dal loro accostamento, dalla moltiplicazione delle tecniche usate, nascono intrecci, nuove combinazioni, l’invito a ipotizzare nuove forme dell’esistenza; tutte però – anche noi – sono tenute insieme dalle stesse forze e fatte della stessa materia. In un mondo abituato a schedare, a creare categorie, e dunque anche ad accentuare le differenze, può darsi che queste opere ci invitino a riscoprire una comunanza, trascurata, dimenticata. Capillari come steli, come nervature…
La mostra resterà aperta fino al 16 ottobre 2026.