François Burland

Atomik Magik Circus
Inaugurazione venerdì 7 e sabato 8 maggio

07 Maggio - 11 Giugno 2021

Atomik Magik Circus
François Burland

Atomik Magik Circus
allestimento in corso

Atomik Magik Circus
allestimento in corso

Atomik Magik Circus
allestimento in corso

Atomik Magik Circus
allestimento in corso

François Burland
Girls will save the world / 2019
linoleografia, cm 88x65

François Burland
Black is beautiful / 2015
linoleografia, cm 100x65

François Burland
La beauté est dans la rue / 2020
linoleografia, cm 99x65

François Burland
Respectez la limitation de Viellesse / 2017
linoleografia, cm 89x66

François Burland
Nos profits valent plus que vos vies / 2015
linoleografia, cm 100x65

François Burland
Il n'est jamais trop tard / 2014
linoleografia, cm 100x65

François Burland
This planet can not sustain this system / 2019
linoleografia, cm 68x50

François Burland
Face à l'indifference general le demain est annulé / 2017
linoleografia, cm 91x50

François Burland
Girl Gang / 2019
linoleografia, cm 94x49,5

François Burland
Free Inside / 2015
linoleografia, cm 64x61

François Burland
Enragez-vous / 2015
linoleografia, cm 60x91

François Burland
Monalisa bitch / 2017
linoleografia, cm 100x65

François Burland
Artistes, fermez-la / 2017
Linoleografia, cm 48x21

François Burland
invito Atomik Magik Circus

François Burland (Losanna, 1958) è un artista di spicco della scena svizzera e internazionale legata all’Art Brut. Formatosi come autodidatta, elabora il proprio percorso artistico attraverso molteplici espressioni (disegno, incisione, pittura, assemblage) con un’attenzione particolare al recupero di materiali di scarto, che applica a tutti i suoi lavori. Il suo pensiero riflette fonti arcaiche e contemporanee, memorie storiche e antropologiche, tradizioni nomadi e tribali, mitologie moderne e mezzi di comunicazione di massa.

Per la sua prima mostra in Ticino, Burland presenta una straordinaria serie di opere su carta di riciclo nelle quali ripropone alcune figure iconiche della propaganda politica e della cultura “pop” e massmediatica accompagnandole da slogan nuovi e antitetici, atti a stravolgerne il messaggio originale con esiti di lucido sarcasmo. L’esposizione si completa con un nucleo di piccole pitture ispirate al segno e alla cultura Tuareg, a lui particolarmente familiare in oltre trent’anni di regolare frequentazione, e con un gruppo di “opere-giocattolo“ in cui razzi, bombardieri e navi da guerra traslano ironicamente il passaggio dall’ambito immaginario alla cronaca della nostra storia recente.
Burland parte dalle ideologie della propria infanzia per farne un nuovo strumento di contaminazione: i suoi slogan reinventano la comunicazione profanandone gli archetipi.

Benvenuti nel suo Atomik Magik Circus!

Barbara Paltenghi Malacrida

François Burland (1958) è nato a Losanna (Svizzera). Ha iniziato a disegnare da autodidatta alla fine della sua adolescenza. All'età di vent'anni intraprende un primo viaggio nella penisola del Sinai in Egitto. Qualche anno dopo, incontra i Tuareg nel deserto del Sahara. Entusiasmato dal loro stile di vita nomade, cominciò a tornare regolarmente nella regione per una trentina d'anni. Durante i suoi lunghi soggiorni con i Tuareg, ha condiviso la loro vita quotidiana, compresi i loro dromedari e la stregoneria, ma anche i loro 4x4, i cellulari e i kalachnikov.

Burland ha prodotto un'opera abbondante e varia. A seconda di ogni serie e della sua ispirazione del giorno, si avvale di diverse tecniche e materiali. Per i suoi disegni, preferisce usare la carta da pacchi come supporto: applica pastelli, matita colorata e gesso bianco su superfici molto grandi. Le sue creazioni ricordano l'arte sciamanica; combinano fonti storiche, letteratura ed etnologia. François Burland crea anche diversi oggetti - barche, aerei, razzi, automobili - utilizzando materiali recuperati dalle discariche e, più recentemente, diverse installazioni monumentali. Dal 2011 lavora a diversi progetti artistici con giovani rifugiati in Svizzera e, attualmente, la sua attenzione si concentra soprattutto su questi lavori collettivi.